Bozza Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni.

REGOLAMENTO DEL MUNICIPIO ROMA II PER L’AMMINISTRAZIONE CONDIVISA E LA GESTIONE DEI BENI COMUNI

CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1 – Finalità, oggetto ed ambito di applicazione

1. Il presente regolamento, in armonia con la Costituzione e lo Statuto comunale, disciplina le forme di collaborazione tra i cittadini e l’amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani, dando in particolare attuazione agli art. 118, comma 4, 114 comma 2 e 117 comma 6 della Costituzione.

2. Il regolamento riguarda la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa che può essere avviata per autonoma iniziativa dei cittadini o su proposta dell’amministrazione comunale.

3. La collaborazione tra cittadini e amministrazione, estrinsecata attraverso l’adozione di atti amministrativi di natura non autoritativa, realizza l’amministrazione condivisa.

4. Restano ferme e distinte dalla materia oggetto del presente regolamento le previsioni regolamentari Del Municipio Roma II e di Roma Capitale che disciplinano l’erogazione dei benefici economici e strumentali a sostegno delle associazioni, in attuazione dell’art. 12 della Legge 7 agosto 1990 n. 241.

Articolo 2 – Definizioni

1. Per Beni comuni urbani si intendono i beni, materiali, immateriali e digitali che i cittadini e l’amministrazione, attraverso procedure partecipative, riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo, attivandosi nei loro confronti ai sensi dell’art. 118 ultimo comma della Costituzione per garantirne la fruizione collettiva e condividere con l’amministrazione la responsabilità della loro cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa, al fine di incrementare e migliorare la loro fruizione a tutte le realtà municipali.

2. Cittadini attivi: tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali anche informali e anche di natura imprenditoriale che, indipendentemente dai requisiti formali riguardanti la residenza o la cittadinanza, si attivano anche per periodi di tempo limitati per la cura, la gestione o la rigenerazione dei beni comuni urbani in forma condivisa ai sensi del presente regolamento. 

3. Per Amministrazione condivisa si intende il modello organizzativo che, attuando la sussidiarietà orizzontale, consente a cittadini (nelle loro diverse formazioni) e amministrazione di partecipare alla gestione dei beni comuni urbani su un piano di collaborazione e responsabilità condivisa, nell’interesse generale.

4. Per Proposta di collaborazione si intende la manifestazione di interesse, formulata dai cittadini attivi, volta a proporre interventi di cura, gestione o rigenerazione dei beni comuni urbani in forma condivisa. L’iniziativa può essere spontanea oppure formulata in risposta a una proposta dell’amministrazione.

5. Per Patto di collaborazione si intende l’atto mediante il quale il Municipio Roma II e i cittadini attivi definiscono l’ambito degli interventi di cura, gestione o rigenerazione di beni comuni urbani in forma condivisa.

6. Per Cura in forma condivisa si intende l’intervento dei cittadini per la conservazione, manutenzione, protezione e abbellimento dei beni comuni urbani, per garantire e migliorare la loro fruibilità e qualità, producendo allo stesso tempo capitale sociale, facilitando l’integrazione e rafforzando i legami di comunità.

7. Assemblea dei Beni Comuni è l’Assemblea cittadina convocata dal Municipio che risponde all’esigenza di far conoscere le proposte avanzate, fare emergere istanze dal territorio e favorire il confronto tra i promotori laddove vi siano diverse proposte riguardanti gli stessi beni l’Assemblea prevede la presenza degli abitanti, delle Istituzioni municipali e dell’ Ufficio per i Beni Comuni. Il verbale dell’Assemblea è parte degli atti relativi al patto di collaborazione.

8. Per Rigenerazione si intende attività di fruizione collettiva, innovazione, recupero, trasformazione dei beni comuni e promozione della creatività urbana attraverso meccanismi di co-progettazione di tipo sociale, economico, tecnologico e ambientale, fondata su caratteri di integrazione, inclusività e sostenibilità anche economica.

9. Per Gestione si intende l’attività volta a garantire nel tempo l’efficacia e la sostenibilità economica degli interventi di cura e rigenerazione.

10. Per Fruizione collettiva si intende la disponibilità e il godimento di un bene comune da parte di tutti gli appartenenti ad una comunità.

11. Per Spazi pubblici si intendono aree verdi, piazze, strade, marciapiedi e altri spazi pubblici o aperti al pubblico, di proprietà pubblica o assoggettati ad uso pubblico.

Articolo 3 – Principi generali

1. 1. La collaborazione tra cittadini e amministrazione si ispira ai principi generali contenuti nello Statuto di Roma Capitale e, inoltre:

a) alla fiducia reciproca, ferme restando le prerogative pubbliche in materia di vigilanza, programmazione e verifica, presuppongono che le rispettive volontà di collaborazione siano orientate al perseguimento di finalità di interesse generale;

b) alla pubblicità e trasparenza; l’amministrazione garantisce la massima conoscibilità delle opportunità di collaborazione rispetto alle proposte pervenute, alle forme di sostegno assegnate, alle decisioni assunte, ai risultati ottenuti e alle valutazioni effettuate. Riconosce nella trasparenza lo strumento principale per assicurare l’imparzialità nei rapporti con i cittadini attivi e la verificabilità da parte di tutti i soggetti potenzialmente interessati delle azioni svolte e dei risultati ottenuti.

c) alla responsabilità; l’amministrazione valorizza la responsabilità dell’istituzione e dei cittadini, quale elemento centrale nella relazione, nonché quale presupposto affinché la collaborazione risulti effettivamente orientata alla produzione di risultati utili, continuativi e misurabili.

d) all’inclusività e all’apertura; gli interventi di cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni sono organizzati in modo da consentire che, in qualsiasi momento, altri cittadini interessati possano dare il proprio contributo aggregandosi alle attività.

e) al contrasto delle discriminazioni; la collaborazione tra amministrazione e cittadini attivi promuove le pari opportunità per genere, origine, condizione sociale, credo religioso, orientamento sessuale e abilità.

f) alla sostenibilità; l’amministrazione, nell’esercizio della discrezionalità nelle decisioni che assume, verifica che la collaborazione con i cittadini non ingeneri oneri superiori ai benefici né costi superiori alle risorse e non determini conseguenze negative sugli equilibri ambientali e sull’utilizzo dei beni comuni da parte delle generazioni future.

g) alla proporzionalità; l’amministrazione commisura alle effettive esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti gli adempimenti amministrativi, le garanzie e gli standard di qualità richiesti per la proposta, l’istruttoria e lo svolgimento degli interventi di collaborazione.

h) all’adeguatezza e differenziazione; le forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione sono adeguate alle esigenze di cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani e vengono differenziate a seconda del tipo o della natura del bene comune urbano e delle persone al cui benessere esso è funzionale.

i) all’informalità; l’amministrazione richiede che la relazione con i cittadini avvenga nel rispetto di specifiche formalità solo quando ciò è previsto dalla legge. Nei restanti casi assicura il massimo di flessibilità e semplicità nella relazione, purché sia possibile garantire il rispetto dell’etica pubblica, cosi come declinato dai codice di comportamento dei dipendenti pubblici e dei principi di imparzialità, buon andamento, trasparenza e certezza.

j) all’autonomia civica; l’amministrazione riconosce il valore dell’autonoma iniziativa dei cittadini e predispone tutte le misure necessarie a garantirne l’esercizio effettivo da parte di tutti i cittadini attivi

Articolo 4 – Cittadini attivi

1. L’intervento di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani è aperto a tutti, senza necessità di ulteriore titolo di legittimazione.

2. I cittadini attivi possono svolgere interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni come singoli o attraverso le formazioni sociali, anche informali.

3. Gli interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani possono costituire, previo accordo con l’Amministrazione Capitolina, progetti di servizio civile in cui impiegare i giovani a tal fine selezionati secondo modalità concordate con i cittadini attivi.

Articolo 5 – Promozione dell’innovazione sociale, della creatività urbana e dell’innovazione digitale

Il Municipio Roma II promuove l’innovazione sociale attivando connessioni tra le diverse risorse presenti nella società al fine di ottimizzare e integrare l’offerta di servizi pubblici o di offrire risposta all’emersione di nuovi bisogni sociali, attraverso il coinvolgimento dell’utente finale di un servizio nel suo processo di progettazione, infrastrutturazione ed erogazione. Il Municipio Roma II promuove la creatività, le arti, la sperimentazione artistica come strumento di riqualificazione delle aree urbane e dei singoli beni, in rispetto delle normative vigenti in materia. Per il perseguimento di tali finalità l’Amministrazione riserva una quota degli spazi e degli edifici di cui al presente regolamento allo svolgimento di attività volte alla promozione della creatività urbana e in particolare di quella giovanile. Il Municipio Roma II favorisce l’innovazione digitale attraverso interventi di partecipazione all’ideazione, al disegno e alla realizzazione di servizi per la rete civica da parte della comunità. Gli obiettivi di cui al presente articolo sono perseguiti incentivando la nascita di cooperative, imprese sociali, start up a vocazione sociale e lo sviluppo di attività a carattere economico, culturale e sociale.

Articolo 6 – Patto di collaborazione

1. Il patto di collaborazione è lo strumento con cui il Municipio Roma II e cittadini attivi concordano le modalità e tutto ciò che risulti necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa.

2. Il contenuto del patto è definito negli schemi tipo di patti elaborati dal Municipio Roma II e oggetto di assoluta trasparenza tramite diffusione attraverso i canali comunicativi istituzionali.

3. Il patto, avuto riguardo alle specifiche necessità che la collaborazione presenta, definisce in particolare:

a) gli obiettivi che la collaborazione persegue e le azioni di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa;

b) la durata della collaborazione, le cause di sospensione o di conclusione anticipata della stessa;

c) le modalità di azione, il ruolo ed i reciproci impegni, anche economici, dei soggetti coinvolti, i requisiti ed i limiti di intervento, in particolare in riferimento alle aree verdi con il vincolo a carico dei cittadini di mantenere inalterata la percentuale di verde preesistente;

d) le modalità di fruizione collettiva dei beni comuni urbani oggetto del patto;

e) le reciproche responsabilità, anche in relazione a quanto disposto dalle norme in materia di sicurezza dei luoghi e dei lavoratori;

f) le conseguenze di eventuali danni occorsi a persone o cose in occasione o a causa degli interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa, la necessità e le caratteristiche delle coperture assicurative e l’assunzione di responsabilità secondo quanto previsto dal presente regolamento, nonché le misure utili ad eliminare o ridurre le interferenze con altre attività;

g) le garanzie a copertura di eventuali danni arrecati al Municipio Roma II e a Roma Capitale dai cittadini attivi in conseguenza della mancata, parziale o difforme realizzazione degli interventi concordati;

h) le forme di sostegno messe a disposizione dal Municipio Roma II, in armonia con le risorse economiche disponibili nel Bilancio Municipale, in relazione al valore aggiunto che la collaborazione con i cittadini è potenzialmente in grado di generare;

i) le misure di pubblicità del patto, le modalità di documentazione delle azioni realizzate, di monitoraggio periodico e valutazione, di rendicontazione delle risorse utilizzate e di misurazione dei risultati prodotti dalla collaborazione fra cittadini e amministrazione;

j) l’affiancamento del personale comunale nei confronti dei cittadini, la vigilanza sull’andamento della collaborazione, la gestione delle controversie che possano insorgere durante la collaborazione stessa e l’irrogazione delle sanzioni per l’inosservanza delle clausole del patto;

k) le cause di esclusione di singoli cittadini per inosservanza del presente regolamento o delle clausole del patto, gli assetti conseguenti alla conclusione della collaborazione, quali la titolarità delle opere realizzate, i diritti riservati agli autori delle opere dell’ingegno, la riconsegna dei beni, e ogni altro effetto rilevante;

l) le modalità di rivalsa dell’amministrazione nei confronti dei cittadini che dopo la stipula del patto di collaborazione non adempiono, in tutto o in parte, a quanto da esso previsto;

m) le modalità per l’adeguamento e le modifiche degli interventi concordati.

4. La conclusione anticipata del patto sarà tassativamente disposta qualora il bene comune urbano venga sottratto alla disponibilità della collettività o vengano violate le condizioni poste per assicurarne la fruizione collettiva.

5. Il patto non potrà in alcun caso prevedere l’alienazione del bene comune urbano interessato a favore dei cittadini attivi o di terzi.

CAPO II – DISPOSIZIONI DI CARATTERE PROCEDURALE

Articolo 7 – Disposizioni generali

1. La collaborazione con i cittadini attivi è prevista quale funzione istituzionale dell’amministrazione ai sensi dell’art. 118 ultimo comma della Costituzione. L’organizzazione di tale funzione deve essere tale da assicurare la massima prossimità al territorio dei soggetti deputati alla relazione con il cittadino; consentire il massimo coordinamento con gli organi di indirizzo politico-amministrativo, garantire ai proponenti un interlocutore unico nel rapporto con l’Amministrazione.

2. A tal fine viene istituito l’Ufficio per i Beni comuni (d’ora innanzi Ufficio) che avrà il compito di raccogliere direttamente le proposte di collaborazione avanzate dai cittadini attivi, svolgere l’istruttoria e la valutazione della fattibilità, individuare e supportare il Dirigente e gli uffici competenti, coordinare i diversi uffici in caso di competenze sovrapposte.

3. L’Ufficio si doterà, entro un anno dall’entrata in vigore di tale Regolamento, di uno sportello anche telematico per semplificare i rapporti con i cittadini.

Articolo 8 – Patti di collaborazione ordinari

1. I cittadini che intendono realizzare interventi di cura di modesta entità, anche ripetuti nel tempo sui medesimi spazi e beni comuni, presentano la proposta di collaborazione riempiendo un apposito modulo, secondo il modello predisposto dall’amministrazione e messo a disposizione dall’Ufficio anche in via telematica e lo invia direttamente all’Ufficio.

2. L’Ufficio identifica entro 15 giorni il Dirigente responsabile che, verificati il rispetto del presente regolamento e la fattibilità tecnica, ne da pubblicità.

3. Qualora non sussistano le condizioni, lo comunica ai proponenti entro 10 giorni dalla domanda, illustrandone le motivazioni o chiedendo informazioni aggiuntive.

Articolo 9 – Patti di collaborazione complessi

1. I cittadini che intendono realizzare interventi di cura o rigenerazione di spazi o beni immobili urbani che comportano attività complesse o innovative volte al recupero, alla trasformazione e alla gestione continuata nel tempo di tali beni per svolgervi attività di interesse generale presentano la propria proposta di collaborazione all’Ufficio, anche per via telematica.

2. Il Municipio Roma II può autonomamente individuare e proporre ai cittadini beni comuni urbani che possono essere oggetto di patti di collaborazione complessi.

3. In entrambe le fattispecie di cui ai commi 1 e 2 l’Ufficio svolge entro 15 giorni l’attività istruttoria, definisce le linee di indirizzo per la cura, la gestione o la rigenerazione in forma condivisa, pubblica telematicamente l’avviso per la presentazione di proposte di collaborazione da parte della cittadinanza e individua l’Ufficio competente e il Dirigente delegato alla sottoscrizione del patto di collaborazione. Le proposte di collaborazione devono essere presentate nel termine di 30 giorni dall’avvenuta pubblicazione dell’avviso.
4. Entro il termine dell’attività istruttoria qualora non sussistano le condizioni per stipulare un patto di collaborazione complesso, previa consultazione della Giunta Municipale, l’Ufficio lo comunica ai proponenti illustrandone le motivazioni, dopo aver chiesto le eventuali informazioni integrative necessarie.

5. Se alla scadenza del termine di presentazione delle proposte, per i medesimi spazi o beni comuni, pervengano all’Ufficio più proposte, queste saranno valutate dall’Ufficio stesso in base a principi di cui all’art. 3.

6. L’Ufficio, verificati il rispetto del presente Regolamento e la fattibilità tecnica dei patti di collaborazione complessi presentati ai sensi dei commi 1 e 2, predispone, entro 10 giorni dalla conclusione dell’attività di valutazione, gli atti necessari alla presentazione di una delibera da approvare in Giunta Municipale contenente l’elenco di tali patti.

7. Il patto di collaborazione complesso viene sottoscritto dal Dirigente competente.

CAPO III – CURA, RIGENERAZIONE E GESTIONE IN FORMA CONDIVISA

DEGLI SPAZI PUBBLICI

Articolo 10 – Azioni e interventi di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa di immobili e spazi pubblici

1. Le azioni e gli interventi per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa di immobili e spazi pubblici sono previsti dai patti di collaborazione di cui all’articolo 6 del presente Regolamento.

2. I cittadini attivi non possono realizzare attività o interventi che contrastino con la fruizione collettiva del bene.

3. Le proposte riguardanti patti di collaborazione complessi finalizzati alla manutenzione ed alla riqualificazione di beni immobili devono pervenire all’amministrazione corredate dalla documentazione atta a descrivere in maniera esatta e puntuale l’intervento che si intende realizzare.

4. Il patto di collaborazione può prevedere che i cittadini attivi assumano in via diretta la manutenzione e la riqualificazione di beni immobili.

5. Ove possibile. In tal caso gli Uffici competenti devono verificare la qualità dei materiali e delle opere.

6. Gli interventi inerenti beni culturali e paesaggistici sottoposti a tutela ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 sono preventivamente sottoposti alla Sovrintendenza competente in relazione alla tipologia dell’intervento, al fine di ottenere le autorizzazioni, i nulla osta o gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente, così da garantire che gli interventi siano compatibili con il carattere artistico o storico, l’aspetto e il decoro del bene. Le procedure relative alle predette autorizzazioni sono a carico dell’amministrazione municipale, salve le dirette competenze dell’Amministrazione Capitolina.

7. I patti di collaborazione aventi ad oggetto la rigenerazione o la gestione in forma condivisa di immobili prevedono l’uso dell’immobile a titolo gratuito fermo restando il loro vincolo di destinazione, puntualmente disciplinato nei patti stessi, garantendone l’uso nell’interesse generale e una gestione improntata a principi di condivisione e partecipazione.

8. La durata delle attività previste dai patti di collaborazione si può estendere fino a tre anni, rinnovabili una sola volta nel caso dei patti ordinari e due volte nel caso dei patti complessi.

9.Il Municipio Roma II può favorire forme di collaborazione aventi ad oggetto interventi di cura, gestione e rigenerazione in forma condivisa di immobili in stato di totale o parziale disuso di proprietà di terzi, previo il consenso degli stessi, ovvero ai sensi del Art. 838 C.C. La Giunta municipale sulla base degli indirizzi deliberati dal Consiglio municipale, anche all’esito di procedure partecipative individua tali edifici che per le loro caratteristiche si prestano ad interventi di cure e rigenerazione. Le proposte di collaborazione per la rigenerazione di tali edifici sono valutate sulla base di criteri trasparenti e non discriminatori. Il Municipio, ove necessario, promuove il coordinamento fra le proposte presentate per il medesimo edificio.

10.Il Municipio può destinare gli interventi di cura e rigenerazione agli edifici confiscati alla criminalità organizzata ed ad esso assegnati.

CAPO IV – FORME DI PROMOZIONE E SOSTEGNO

Articolo 11 – Esenzioni, agevolazioni, promozione e autofinanziamento

1. Ai sensi dell’articolo 24 della legge 11 novembre 2014, n. 164, l’amministrazione capitolina può disporre esenzioni o riduzioni di specifici tributi per attività poste in essere nell’ambito dei patti di collaborazione.

2. Il Municipio Roma II può chiedere a Roma Capitale, nell’esercizio della potestà regolamentare prevista dall’art. 52 del decreto legislativo 15 dicembre n446, la possibilità di disporre ulteriori esenzioni o agevolazioni in materia di entrare e tributi, a favore delle formazioni sociali che svolgono attività nell’ambito dei patti di collaborazione, assimilandone il trattamento a quello delle associazioni, fondazioni e altri enti che non perseguono scopi di lucro.

3. Le attività svolte nell’ambito dei patti di collaborazione che richiedono l’occupazione di suolo pubblico sono escluse dall’applicazione del canone ai sensi dell’art. 19 comma 2 del Regolamento C.O.S.A.P. (Deliberazione Ass. Cap. 39/2014), in quanto attività assimilabili a quelle svolte Roma Capitale per attività di pubblico interesse.

4. Non costituiscono esercizio di attività commerciale, agli effetti delle esenzioni ed agevolazioni previste dal Regolamento C.O.S.A.P. (n. 39/2014) e per l’applicazione del relativo canone, le raccolte pubbliche di fondi svolte nell’ambito dei patti di collaborazione di cui all’articolo 6 del presente regolamento, qualora ricorrano le seguenti condizioni:

a. si tratti di iniziative occasionali,

b. la raccolta avvenga in concomitanza di celebrazione, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione,

c. i beni ceduti siano di modico valore.

5. Il Municipio Roma II, nei limiti delle risorse disponibili, può fornire in comodato d’uso gratuito i beni strumentali ed i materiali di consumo necessari per lo svolgimento delle attività compresi, per attività di breve durata, i dispositivi di protezione individuale. Tali beni, salvo il normale deterioramento dovuto all’uso, devono essere restituiti in buone condizioni al termine delle attività.

6. Il patto di collaborazione può prevedere la possibilità per il comodatario di cui al comma precedente di mettere temporaneamente i beni a disposizione di altri cittadini e formazioni sociali al fine di svolgere attività analoghe.

Articolo 12 – Informazioni sugli immobili e spazi pubblici

1. Il Municipio Roma II si impegna a fornire tutte le informazioni necessarie alla cittadinanza circa il patrimonio immobiliare di cui dispone per incentivare la presentazione di proposte di patti di collaborazione.

Articolo 13 – Forme di sostegno

1. Ferme restando le fattispecie di cui all’art.11, il Municipio Roma II può assumere direttamente, nei limiti delle risorse disponibili, oneri per la realizzazione di azioni e interventi nell’ambito di patti di collaborazione.

2. Nell’ambito dei patti di collaborazione, il Municipio Roma II non può destinare contributi in denaro a favore dei cittadini attivi a meno che questi non derivino dall’attuazione di specifici progetti finanziati con fondi non comunali a favore di particolari categorie di cittadini. L’utilizzo di tali contributi deve essere debitamente rendicontato all’Ufficio.

3. Qualora il patto di collaborazione abbia ad oggetto azioni e interventi di cura, di rigenerazione o di gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani che Municipio Roma II ritenga di particolare interesse pubblico e le risorse che i cittadini attivi sono in grado di mobilitare appaiano adeguate, il patto di collaborazione può prevedere l’attribuzione di sostegni a favore dei cittadini attivi, quali, a mero titolo esemplificativo:

a. l’uso a titolo gratuito di immobili di proprietà comunale in stato di degrado o abbandono affinché siano curati e rigenerati;

b. l’attribuzione al Municipio Roma II delle spese relative alle utenze;

c. l’attribuzione al Municipio Roma II delle spese relative alle manutenzioni;

d. la disponibilità a titolo gratuito di beni strumentali e materiali di consumo necessari alla realizzazione delle attività previste.

Articolo 14 – Forme di riconoscimento per le azioni realizzate

1. Il patto di collaborazione, come forma di riconoscimento delle azioni realizzate dai cittadini attivi nell’interesse generale, può prevedere e disciplinare forme di pubblicità quali, ad esempio, l’installazione di targhe informative, menzioni speciali, spazi dedicati negli strumenti informativi.

2. La visibilità concessa non può costituire in alcun modo una forma di corrispettivo delle azioni realizzate dai cittadini attivi, rappresentando una semplice manifestazione di riconoscimento pubblico dell’impegno dimostrato e uno strumento di stimolo alla diffusione delle pratiche di cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni. Non sono escluse forme di sponsorizzazione.

Articolo 15 – Ruolo delle scuole e delle Università

Il Municipio Roma II promuove nelle scuole e nelle università di ogni ordine e grado del territorio municipale l’educazione alla cittadinanza attiva attraverso la sottoscrizione di patti di collaborazione tra genitori, studenti e istituzione scolastica per la cura della scuola come bene comune o di altri beni pubblici connessi alla socialità dei ragazzi. Il Municipio Roma II altresì collabora con scuole e università per l’organizzazione di interventi formativi sull’amministrazione condivisa rivolti agli studenti e alle loro famiglie. Nell’ambito dei principi dell’amministrazione condivisa, sarà possibile stipulare protocolli o convenzioni con le Università del territorio per impiegare, nella realizzazione dei patti di collaborazione ed a sostegno dell’attività dell’amministrazione, il capitale umano presente nelle istituzioni universitarie, così da far convergere le necessità dell’Università stessa con le esigenze alla base dell’amministrazione condivisa.

Articolo 16 – formazione dei dipendenti municipali e dei cittadini.

Il Municipio Roma II promuove percorsi formativi per i propri dipendenti e per i cittadini attivi per diffondere la cultura della collaborazione tra cittadini e amministrazione ispirata ai valori enunciati nell’art. 3 del presente Regolamento.

CAPO V – COMUNICAZIONE, TRASPARENZA E VALUTAZIONE

Articolo 17 – Comunicazione

1 Il Municipio Roma II, al fine di favorire il progressivo radicamento del modello dell’amministrazione condivisa, utilizza tutti i canali di comunicazione a sua disposizione per informare i cittadini e i dipendenti comunali sulle opportunità di partecipazione alla cura, alla rigenerazione ed alla gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani.

2. Il rapporto di collaborazione mira in particolare a:

a. Consentire ai cittadini di migliorare le informazioni arricchendole delle diverse esperienze a disposizione,

b. favorire il consolidamento di reti di relazioni tra gruppi di cittadini,

c. mappare i soggetti e le esperienze di gestione dei beni comuni, facilitando ai cittadini interessati l’individuazione delle situazioni per cui attivarsi.

Articolo 18 – Trasparenza, misurazione, valutazione e portale web

1. La documentazione delle attività svolte, essenziale al fine del buon funzionamento del presente Regolamento, dovrà essere raccolta, pubblicata nell’apposito Portale dell’amministrazione condivisa e debitamente valutata dall’Ufficio, al fine di dare visibilità, garantire trasparenza ed effettuare una valutazione dell’efficacia dei risultati prodotti dall’impegno congiunto di cittadini ed amministrazione per la cura dei beni comuni.

2. Le modalità di svolgimento dell’attività di documentazione e di valutazione vengono concordate nel patto di collaborazione.

3. La valutazione delle attività realizzate si attiene ai seguenti principi generali in

materia di:

a) chiarezza: le informazioni contenute devono avere un livello di chiarezza, comprensibilità e accessibilità adeguato ai diversi soggetti a cui la valutazione è destinata;

b) comparabilità: la tipologia di informazioni contenute e le modalità della loro rappresentazione devono essere tali da consentire un agevole confronto sia temporale sia di comparazione con altre realtà con caratteristiche simili e di settore;

c) periodicità: le rendicontazioni devono essere redatte con cadenza annuale e comunque alla conclusione del patto di collaborazione, parallelamente alla rendicontazione 14 contabile in senso stretto, ferma restando la possibilità di prevedere, nel patto di collaborazione, valutazioni intermedie;

d) verificabilità: i processi di raccolta e di elaborazione dei dati devono essere documentati in modo tale da poter essere oggetto di esame, verifica e revisione. Gli elementi relativi alle singole aree di valutazione devono essere descritti in modo da fornire le informazioni quantitative e qualitative utili alla formulazione di un giudizio sull’operato svolto.

4. La valutazione deve contenere informazioni relative a:

a) obiettivi, indirizzi e priorità di intervento;

b) azioni e servizi resi;

c) risultati raggiunti;

d) risorse disponibili e utilizzate.

5. Il Municipio Roma II si adopera per consentire un’efficace diffusione della documentazione riguardante i patti sottoscritti e dei risultati della valutazione, mettendo gli elaborati a disposizione di tutta la cittadinanza attraverso il Portale municipale dell’amministrazione condivisa di cui al comma 1, l’organizzazione di conferenze stampa, convegni, eventi dedicati e ogni altra forma di comunicazione e diffusione dei risultati. 6. Per facilitare l’individuazione degli spazi e degli immobili oggetto dei patti di collaborazione, e quindi per consentire una verifica e valutazione delle azioni e servizi resi, l’amministrazione si impegna a mettere a disposizione sul portale dell’amministrazione condivisa gli strumenti cartografici di cui già dispone, prevedendone anche uno sviluppo per realizzare modalità di interscambio di informazioni.

CAPO VI – RESPONSABILITÀ E VIGILANZA

Articolo 19 – Prevenzione dei rischi

1. Ai cittadini attivi devono essere fornite, sulla base delle valutazioni effettuate, informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui operano per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate o da adottare.

2. I cittadini attivi sono tenuti ad utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale che, sulla base della valutazione dei rischi, l’amministrazione capitolina ritiene adeguati ed a rispettare le prescrizioni contenute nei documenti di valutazione dei rischi.

3. Il patto di collaborazione disciplina le eventuali coperture assicurative dei privati contro gli infortuni e per la responsabilità civile verso terzi connessi allo svolgimento dell’attività di cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni, in 15 conformità alle previsioni di legge e, in ogni caso, secondo criteri di adeguatezza alle specifiche caratteristiche dell’attività svolta.

4. Il Municipio Roma II può favorire la copertura assicurativa dei cittadini attivi attraverso la stipula di convenzioni quadro con operatori del settore assicurativo che prevedano la possibilità di attivare le coperture su richiesta, a condizioni agevolate e con modalità flessibili e personalizzate.

Articolo 20 – Disposizioni in materia di riparto delle responsabilità

1. Il patto di collaborazione indica e disciplina in modo puntuale i compiti di cura, rigenerazione e gestione condivisa dei beni comuni urbani concordati tra il Municipio Roma II e i cittadini e le connesse responsabilità.

2. I cittadini attivi che collaborano con il Municipio Roma II alla cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani rispondono degli eventuali danni cagionati, per colpa o dolo, a persone o cose nell’esercizio delle attività previste dai patti di collaborazione. 3. Roma Capitale resta esclusa da ogni responsabilità civile o penale verso terzi derivante dagli eventuali danni cagionati, per colpa o dolo, a persone o cose, dai cittadini nell’esercizio delle attività previste dai patti di collaborazione.

4. I cittadini attivi che collaborano con l’amministrazione alla cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa di beni comuni urbani assumono, ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile, la qualità di custodi dei beni stessi, tenendo sollevata ed indenne l’amministrazione comunale da qualsiasi pretesa al riguardo, anche con riferimento alle disposizioni in materia di prevenzione dei rischi.

Articolo 21- Foro Competente

Le controversie che dovessero eventualmente insorgere nell’interpretazione e nell’esecuzione del presente Regolamento saranno devolute alla Giurisdizione Ordinaria. Per qualsiasi controversia sarà esclusivamente competente il Foro di Roma.

CAPO VII – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Articolo 22 – Clausole interpretative

1. Allo scopo di agevolare la collaborazione tra cittadini ed amministrazione le disposizioni del presente regolamento devono essere interpretate ed applicate nel senso più favorevole alla possibilità per i cittadini di concorrere alla cura, alla rigenerazione ed alla gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani.

Articolo 23 – Entrata in vigore e sperimentazione

1. Le previsioni del presente regolamento sono sottoposte ad un periodo di sperimentazione della durata di un anno.

2. Per il primo anno di sperimentazione l’Ufficio Beni Comuni relazionerà trimestralmente alle Commissioni Consiliari competenti relativamente alla funzione del Bene Comune. A seguito di tali verifiche il Regolamento potrà essere soggetto a modifiche.

3. Ad un anno dall’entrata in vigore del presente regolamento l’Ufficio redige, anche in collaborazione con i sottoscrittori dei patti, una relazione per verificarne l’attuazione e valutare l’opportunità di adottare interventi correttivi.

Articolo 24 – Realizzazione dell’amministrazione condivisa

1. Al fine della corretta applicazione del presente Regolamento il Municipio Roma II si impegna alla realizzazione di una sezione sul Portale municipale dell’amministrazione condivisa. La sezione, oltre a soddisfare le esigenze di informazione, trasparenza e valutazione di cui all’art. 17, deve anche facilitare le procedure della partecipazione democratica on line. I contenuti della stessa sezione debbono essere georeferenziati, usabili e accessibili sui principali dispositivi tecnologici. I contenuti della sezione dell’amministrazione condivisa dovranno essere coordinati con la sezione Amministrazione trasparente del sito di Roma Capitale e degli altri soggetti pubblici interessati.

Articolo 25 – Disposizioni transitorie

1. Le esperienze di collaborazione tra cittadini e amministrazione già avviate alla data di entrata in vigore del presente regolamento potranno essere disciplinate dai patti di collaborazione, nel rispetto delle presenti disposizioni e con priorità rispetto alle nuove proposte.

2. Almeno per il primo anno di sperimentazione, l’Ufficio per i Beni comuni è inserito nella Direzione Municipale e correlato alle materie relative alla partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini, qualità dei servizi e coordinamento Urp.